Insetti e nanomateriali: l'alimentazione del futuro è pericolosa?

Jean-Baptiste Roncari, Tradotto da Alessandra Ferrini
6 Février 2016


Il 28 ottobre 2015, il Parlamento europeo ha approvato il riesame della legge sul unovel foodapprovato Parlamento ea Alessandra Fercibi nuovi” che potranno circolare nel territorio europeo, se la legge sarlegotranno circoConsiglio dei Ministri. Tra i nuovi alimenti ci saranno gli insetti e i nanomateriali. Nonostante il testo sembri dare importanza alla sicurezza alimentare, le proposte non hanno ottenuto lonostante il testo sembri dare Ecco le motivazioni.


Fonte DR
Loultima legge europea sui nuovi cibi risale al 1997. Da allora le tecnologie si sono sviluppate e hanno aperto la strada a nuovi mercati e a nuove proposte per risolvere certe problematiche legate all’alimentazione. Il testo votato durante la strada a nuovi mercati e a nuove proposte per risolvere certe problematiche legate all’alimentazione.

Regolamentare le nuove tecnologie di produzione alimentare

Così facendo, la decisione introduce “delle categorie per le derrate alimentari la cui struttura molecolare è nuova o è stata deliberatamente modificata, così come per le derrate alimentari derivate da colture cellulari o dai tessuti ottenute da animali, vegetali, microorganismi, funghi o alghe e per le derrate alimentari derivate da materiali di origine minerale. Una categoria dovrebbe anche includere le derrate alimentari derivate da vegetali ottenuti da pratiche di moltiplicazione non tradizionali nel caso in cui quest’ultime implicassero delle modifiche significative della composizione o della struttura delle derrate alimentari che incidono sul valore nutrizionale, sul loro metabolismo o sul loro contenuto di sostanze indesiderate. I prodotti alimentari composti da certe micelle o da certi liposomi possono anche essere compresi nella definizione di nuovi alimenti”.

Aprire la strada alle innovazioni culinarie

Per fare un esempio concreto, significa che un hamburger di vermi di farina liofilizzati, come l’ha immaginato la catena di fast-food Speed Burger per Halloween, non sarà più vietato attraverso la repressione delle frodi come è già accaduto. “Forse siamo stati un po’ troppo creativi rispetto allo Stato francese” ironizzava qualche giorno fa Bruno Bourrigault, co-direttore della catena. Per l’istituzione europea, un nuovo cibo è una “derrata alimentare il cui consumo umano era trascurabile nell’Unione Europea prima del 15 maggio 1997”. Rimane il fatto che il consumo di insetti è tollerato, anzi legalizzato, in alcuni paesi come il Belgio e i Paesi Bassi. Altrove l’ONU sostiene lo sviluppo dell’entomofagia per combattere la fame nel mondo. Ci si può quindi immaginare che i panini ripieni di coleotteri non saranno più vietati sul continente in un futuro non troppo lontano.

Nuovi cibi da tenere sotto controllo da vicino

Tuttavia gli insetti rappresentano soltanto uno dei 7 nuovi cibi approvati dal Parlamento europeo. L’autorizzazione del cibo che consiste in “nanomateriali manipolati” ha fatto discutere. Insieme all’alimentazione che proviene dalla clonazione animale, costituisce uno dei punti di disaccordo della questione. Per far approvare la decisione che pone il problema da molti anni, il limite autorizzato è passato da 500 nanometri di nanomateriali a 100 nanometri. Per quanto riguarda la clonazione, è stata oggetto di misure specifiche. Come per gli insetti anche i nanomateriali sono entrati in territorio europeo prima dell’entrata in vigore della legge. José Bové del partito francese Europa Ecologia – I Verdi (EELV) ha ricordato in modo preoccupante che “più di 80 prodotti già in vendita sul mercato europeo contengono nanoparticelle, senza che il consumatore lo sappia”.

Eppure l’Unione Europea vuole essere rassicurante precisando che i prodotti della lista iniziale riguardano solo “i nuovi cibi che sono già stati valutati in materia di sicurezza, che sono stati legalmente prodotti e messi sul mercato nell’UE e che in passato non hanno mostrato nessun rischio per la salute”. Per gli altri casi invece “occorre ricorrere all’iter di esame per l’adozione di atti di esecuzione”.

L’iter consiste soprattutto nel far analizzare ogni nuovo alimento da parte dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) prima di essere messo in commercio. Questa agenzia valuta la potenziale tossicità del prodotto e gli eventuali squilibri nutrizionali provocati dalla sua introduzione nella dieta alimentare mondiale.

Prodotti al servizio della salute

Di fatto il dossier mette in evidenza soprattutto gli aspetti positivi dei nuovi alimenti autorizzati: “si dovrebbero incoraggiare le nuove tecnologie e le innovazioni nella produzione di derrate alimentari perché potrebbero ridurre l’incidenza della produzione di derrate alimentari sull’ambiente, migliorare la sicurezza di quest’ultime e apportare vantaggi ai consumatori a condizione che sia assicurato un alto livello di protezione del consumatore”. In occasione del dibattito al Parlamento europeo, la deputata olandese Anja Hazekamp (Sinistra unitaria europea, Sinistra verde nordica) sottolinea tuttavia il primato dell’interesse economico di “queste nuove regole [che] sono soprattutto fatte per permettere ai grandi gruppi agroalimentari di sviluppare nuove attività e di aumentare i profitti”.

Fatto sta che se il testo sarà approvato dal Consiglio dei Ministri, il che è molto probabile, ci si dovrebbe poter procurare frutti esotici ancora sconosciuti in Europa, latticini arricchiti con fitosteroli per ridurre il colesterolo, preparazioni a base di insetti o di micro alghe e anche succhi di frutta ottenuti con nuove tecniche di produzione. I nanomateriali si rivelano utili per diminuire il contenuto di grasso, sale, calorie ed emulsionanti nei cibi e per facilitare l’assimilazione dei nutrienti o degli integratori alimentari da parte dell’organismo.

Controversie sullri alimentari da parte dell’organismo. dei nutrienti

Si tratta quantomeno degli argomenti in evidenza nel dossier. Si deve constatare che è proprio la questione dei nanomateriali che ha suscitato gli scambi più accesi e questo nonostante la revisione del testo. Tra i 202 eurodeputati che hanno votato contro il progetto di riforma, Marie-Christine Boutonnet (Front National) denuncia “l’assenza di uno studio vero e proprio sugli impatti sulla salute - il rischio specifico corso dalle donne incinte e dai neonati, [e] l’assenza di una legge in materia di alimenti animali”.

José Bové ha anche votato contro e ha sostenuto la sua posizione riferendosi all’industria americana di doughnuts, Dunkin’ Doughnuts, che “ha appena ritirato le nanoparticelle dai suoi prodotti perché sono un rischio per la salute”. L’eurodeputata verde ricorda che “questo si sa già che [le nanoparticelle] attraversano la parete cellulare e creano una serie di problemi, specialmente nei giovani”.

Queste perorazioni sono da prendere sul serio stando a quanto sostiene l’Associazione delle industrie nanotecnologiche (NIA). Per questa associazione indipendente, il testo è “vago, poco chiaro e contraddice chiaramente i controlli decisi sui nanomateriali che sono stati utilizzati per molti anni dalle istituzioni europee”. Così, la parte che autorizza i materiali “composti di parti funzionali distinte” secondo l’organizzazione è un problema perché il termine “parti funzionali distinte” si presta ad essere confuso e “aggiunge un’altra complessità visto che ha poca base scientifica e apre la strada a un ampio ventaglio di interpretazioni dal momento in cui entra in vigore”.

Notizie sugli altri nuovi alimenti

Fonte G. Kerbaol/INRS
Oltre ai nanomateriali manipolati, gli altri 6 alimenti autorizzati dal Parlamento sono ancora in difetto e sono anch’essi l’oggetto di certi avvertimenti. A proposito dei nuovi cibi che contengono o che sono prodotti da piante, l’Ufficio europeo delle Unioni dei consumatori avvisa che “il fatto che una pianta tropicale sia stata utilizzata per decenni da un paese terzo senza provocare danni non significa che il prodotto non sia pericoloso”. “Contiamo sull’Autorità europea di sicurezza alimentare per raccogliere il genere di prove necessarie per dimostrare la non pericolosità del consumo di prodotti esotici”.

L’EFSA ha recentemente valutato i rischi del consumo di insetti. Il sito ufficiale dell’istituzione riporta che “secondo gli esperti scientifici dell’EFSA, l’eventuale presenza di rischi biologici e chimici negli alimenti derivati dagli insetti dipenderebbe dai metodi di produzione utilizzati, dal substrato sul quale gli insetti sono nutriti, dallo stadio del ciclo vitale nel quale gli insetti vengono “raccolti”, dalla specie di insetto, così come dai metodi utilizzati per un ulteriore trattamento”. In altre parole, se esistono dei rischi, non sono legati intrinsecamente al prodotto.

Il consumatore come cavia

L’EFSA è quindi l’ultima barriera prima di autorizzare un nuovo alimento che può circolare nel mercato europeo. Ma questa barriera è davvero debole? Il Parlamento sottolinea nel suo rapporto che “i nuovi alimenti dovrebbero essere sicuri, e se la loro sicurezza non può essere valutata e se persiste un’incertezza scientifica, si può applicare il principio di precauzione”. L’uso del verbo potere evidenzia esplicitamente che si tratta solo di una possibilità e in nessun caso di necessità. Eppure il principio di precauzione dovrebbe essere imperativo. Saremmo dunque delle cavie di questa alimentazione futura?

E il rapporto del Parlamento dovrebbe aggiungere: “Le esigenze in materia di sorveglianza dopo aver messo il prodotto sul mercato possono essere quindi giustificate dalla necessità di raccogliere informazioni sulla commercializzazione reale degli alimenti”. Un alimento è autorizzato se “non presenta nessun rischio in materia di sicurezza per la salute umana, tenendo conto dei dati scientifici disponibili”. In altre parole, l’idea che i dati scientifici disponibili possano essere insufficienti per fare il collegamento tra una patologia e un alimento non impedirà che venga messo in vendita questo prodotto.

In Francia, l’Agenzia nazionale per la sicurezza sanitaria dell’alimentazione fornisce proprio questo genere di dati. Si presume che attraverso l’intermediario del modulo di segnalazione di “nutrivigilanza” “si debba migliorare la sicurezza del consumatore identificando rapidamente eventuali effetti indesiderati legati al consumo di questi prodotti”, l’Agenzia raccolga i dati provenienti da persone che hanno mangiato prodotti nuovi. Si può disapprovare che si tratti di una verifica a posteriori che si basa su una partecipazione quasi forzata dei cittadini. Bisogna notare che questa agenzia lavora in stretta collaborazione con organismi europei come l’EFSA. È dunque questo genere di dati che ci permettono di saperne di più sugli effetti dei prodotti come la gomma di guar o il succo di noni.

Più precisamente ancora, il Parlamento europeo riconosce anche la mancanza di conoscenze scientifiche sui nanomateriali: “per meglio valutare la sicurezza dei nanomateriali ad uso alimentare, e al fine di rimediare al deficit attuale di tali conoscenze […], potrebbero essere necessari dei metodi di sperimentazione”.

Senza soffermarsi ancora una volta sull’uso del verbo potere, sembra che il rapporto ammetta implicitamente la potenziale pericolosità dei nanomateriali e lo status di “cavie” assunto volente o nolente dai consumatori. Tutto ciò è ancora una volta denunciato dagli eurodeputati contrari a questa parte del testo, come Joëlle Mélin (Front national) che afferma che “con i nanomateriali, rischiamo notevoli scandali sanitari”.

Insomma, se da una parte si apprezza che l’Unione Europea abbia rivisto la legge in vigore sull’alimentazione, che era diventata obsoleta dal 1997, si può lamentare che la questione dei nanomateriali manipolati non sia stata oggetto di un voto a parte, alla stregua degli alimenti provenienti da animali clonati. Il rispetto del principio di precauzione sembra essere stato violato e, a meno che il consiglio dell’Unione Europea rifiuti il dossier, saranno confermate le misure così come sono ora.